E dopo un`altra, piccola odissea, comprensiva di ore in ostaggio sul treno alla dogana cinese e arrivo a Pechino alle tre del mattino sotto il diluvio universale, eccoci in Cina! A parte gli scherzi il viaggio e` scivolato via senza troppi problemi: dopo giorni senz`acqua ad Ulaan Baatar abbiamo finalmente potuto lavarci (detto da noi, potete immaginare la situazione..) e, nonostante le allarmistiche voci di tommi sulla salute del mio stomaco, e` bastato il rimedio mongolo (uno sciottino di densa vodka locale a colazione) a rimettere ogni cosa al suo posto. Raggiunta la frontiera cinese dopo una notte di viaggio, abbiamo purtroppo scoperto che non c`era modo di arrivare Datong, vicino alla muraglia cinese, in giornata; cosi` siamo saltati sul primo pullman per Pechino, scovato grazie alla dritta degli stessi francesi aspramente dileggiati nel viaggio tra Irkutsk ed Ulaan Baatar. A Erlian, posto di frontiera nel mezzo del deserto del Gobi, giusto il tempo di comprare del cibo e testare sulla mia pelle l`abilita` (nonche` l`economicita`..) dei parrucchieri cinesi ed il nostro bizzarro pullman a cuccette subito parte per l`immensa capitale della Cina!
La prima giornata si apre sotto una fitta pioggia. Non ci lasciamo scoraggiare e mentre aspettiamo un orario ragionevole per raggiungere l`ostello ci facciamo condurre alla stazione ferroviaria e li ci accampiamo. Nell`attesa, mentre cesare dorme ignaro di tutto, un cinese, riconosciutici come italiani, ci mostra speranzoso un foglio dell`ambasciata spagnola, nel quale e` chiaramente scritto che non otterra` mai il visto perche`, testualmente, non ritengono vere ne le ragioni ne la documentazione da lui portate. Cerchiamo in qualche modo di tradurre in cinese col glossarietto della lonely, ma l`impresa e` disperata, cosi` lo lasciamo con un foglietto in inglese augurandogli buona fortuna.
All`alba siamo all`ostello, ma ovviamente e` troppo presto, e da li corriamo all`ambasciata vietnamita; abbiamo cosi` modo di conoscere il quartiere delle ambasciate e tra squadre di poliziotti a ogni angolo della strada e cancellate e filo spinato in tutti gli isolati, otteniamo con inaspettata facilita`i nostri visti.
Prima esperienza con la cucina cinese: tutto molto buono, ma non ordinate mai patatine fritte, vi arriva cavolo al vapore! Nel pomeriggio proviamo con mano (anzi, con piede..) la vastita` della citta`, camminando per ore senza alcuno scopo. Ci perdiamo cosi` in bellissimi Huong, i vecchi vicoli della citta`, che si aprono inaspettati tra vialoni e grattacieli; gustiamo alcune squisitezze nei vari chioschi, ma, mal consigliati dalla guida, andiamo a cenare in un orribile mercato turistico, dove ci propinano un grasso spiedino di serpente e del barracuda, mentre una star americana si fa filmare nell`atto di mangiare scorpioni fritti. Stremati e delusi fuggiamo da questo pirotecnico quartiere commerciale e completiamo la cena in una altro huong, vere isole di tranquillita` e bonta`. Tornati in ostello ci connettiamo per vedere i commenti dei nostri numerosi lettori, ma scopriamo con amarezza che le rigide maglie della censura cinese, oltre (ovviamente) a vari siti dediti a licenziosita` come diritti umani e liberta` civili, censura anche il nostro blog: possiamo scriverlo, ma non possiamo leggerlo. Fateci sapere per mail cosa sta venendo fuori, che fino al Vietnam siamo come cechi ad un`orgia: dobbiamo farci strada palpando..
La mattina seguente si apre con la creazione di nuovi soprannomi: Cesare diventa `Little Sugar`, per gli amici Zuccherino; Tommi e` Topper, mentre Valerio, per ovvie ragioni, Airik! Rinfrancati da questi nuovi nomi di battaglia, riaffrontiamo le bibliche distanze pechinesi, dopoche` le bici a noleggio erano malauguratamente terminate. Giriamo per la citta` proibita`, ribattezzata proibitiva per l`afa e le moltitudini che dopo secoli di pace e pacifiche repressioni ora la invadono; molto bella, peccato che i monumenti principali fossero in restauro e per ogni interno occorressero mediamente tre ore di coda. Come da tradizione, ci facciamo turlupinare in un ristorantino apparentemente economico prima di scoprire che il mercoledi il mausoleo di Mao e` chiuso al pomeriggio. Cosi` ripieghiamo su un parchettino dietro la citta` proibita (dietro a Pechino vuol dire almeno cinque chilometri..), davvero molto bello, con salici e ninfee e colorati tempi buddisti, prima di arrampicarci abusivamente su una collinetta inspiegabilmente cintata per vedere dall`alto la citta` proibita al tramonto. Un altra splendida cenetta nel nostro huong di fiducia (questa volta veniamo letteralmente sommersi di cibo da premurose cameriere) e la giornata si chiude.
Pechino ci sta davvero entusiasmando, senza contare che il nostro nuovo status di `turisti campioni del mondo` genera sempre in chi incontriamo enorme rispetto e sorrisi e congratulazioni sono all`ordine del giorno, sia con fluenti salamelecchi in inglese, sia con piu` spartani sorrisi e gestualita` bizzare, accompagnate da parole scomposte, tipo `italia, footbal, good, champions`, cui e` sempre piacevole rispondere con `france shit kaput!`.
Purtroppo, per ragioni tecniche a noi ignote, non siamo in grado di pubblicare nessuna foto di questa bellissima citta`, speriamo di poter ovviare al piu` presto al problema. Con l`approvazione (speriamo..) del ministero della propaganda cinese vi auguriamo una buona notte, in particolare ai miei nonnini che, totalmente digiuni di informatica, hanno lanciato una versione cartacea del nostro blog che speriamo possa diffondersi in ogni angolo del globo..
La prima giornata si apre sotto una fitta pioggia. Non ci lasciamo scoraggiare e mentre aspettiamo un orario ragionevole per raggiungere l`ostello ci facciamo condurre alla stazione ferroviaria e li ci accampiamo. Nell`attesa, mentre cesare dorme ignaro di tutto, un cinese, riconosciutici come italiani, ci mostra speranzoso un foglio dell`ambasciata spagnola, nel quale e` chiaramente scritto che non otterra` mai il visto perche`, testualmente, non ritengono vere ne le ragioni ne la documentazione da lui portate. Cerchiamo in qualche modo di tradurre in cinese col glossarietto della lonely, ma l`impresa e` disperata, cosi` lo lasciamo con un foglietto in inglese augurandogli buona fortuna.
All`alba siamo all`ostello, ma ovviamente e` troppo presto, e da li corriamo all`ambasciata vietnamita; abbiamo cosi` modo di conoscere il quartiere delle ambasciate e tra squadre di poliziotti a ogni angolo della strada e cancellate e filo spinato in tutti gli isolati, otteniamo con inaspettata facilita`i nostri visti.
Prima esperienza con la cucina cinese: tutto molto buono, ma non ordinate mai patatine fritte, vi arriva cavolo al vapore! Nel pomeriggio proviamo con mano (anzi, con piede..) la vastita` della citta`, camminando per ore senza alcuno scopo. Ci perdiamo cosi` in bellissimi Huong, i vecchi vicoli della citta`, che si aprono inaspettati tra vialoni e grattacieli; gustiamo alcune squisitezze nei vari chioschi, ma, mal consigliati dalla guida, andiamo a cenare in un orribile mercato turistico, dove ci propinano un grasso spiedino di serpente e del barracuda, mentre una star americana si fa filmare nell`atto di mangiare scorpioni fritti. Stremati e delusi fuggiamo da questo pirotecnico quartiere commerciale e completiamo la cena in una altro huong, vere isole di tranquillita` e bonta`. Tornati in ostello ci connettiamo per vedere i commenti dei nostri numerosi lettori, ma scopriamo con amarezza che le rigide maglie della censura cinese, oltre (ovviamente) a vari siti dediti a licenziosita` come diritti umani e liberta` civili, censura anche il nostro blog: possiamo scriverlo, ma non possiamo leggerlo. Fateci sapere per mail cosa sta venendo fuori, che fino al Vietnam siamo come cechi ad un`orgia: dobbiamo farci strada palpando..
La mattina seguente si apre con la creazione di nuovi soprannomi: Cesare diventa `Little Sugar`, per gli amici Zuccherino; Tommi e` Topper, mentre Valerio, per ovvie ragioni, Airik! Rinfrancati da questi nuovi nomi di battaglia, riaffrontiamo le bibliche distanze pechinesi, dopoche` le bici a noleggio erano malauguratamente terminate. Giriamo per la citta` proibita`, ribattezzata proibitiva per l`afa e le moltitudini che dopo secoli di pace e pacifiche repressioni ora la invadono; molto bella, peccato che i monumenti principali fossero in restauro e per ogni interno occorressero mediamente tre ore di coda. Come da tradizione, ci facciamo turlupinare in un ristorantino apparentemente economico prima di scoprire che il mercoledi il mausoleo di Mao e` chiuso al pomeriggio. Cosi` ripieghiamo su un parchettino dietro la citta` proibita (dietro a Pechino vuol dire almeno cinque chilometri..), davvero molto bello, con salici e ninfee e colorati tempi buddisti, prima di arrampicarci abusivamente su una collinetta inspiegabilmente cintata per vedere dall`alto la citta` proibita al tramonto. Un altra splendida cenetta nel nostro huong di fiducia (questa volta veniamo letteralmente sommersi di cibo da premurose cameriere) e la giornata si chiude.
Pechino ci sta davvero entusiasmando, senza contare che il nostro nuovo status di `turisti campioni del mondo` genera sempre in chi incontriamo enorme rispetto e sorrisi e congratulazioni sono all`ordine del giorno, sia con fluenti salamelecchi in inglese, sia con piu` spartani sorrisi e gestualita` bizzare, accompagnate da parole scomposte, tipo `italia, footbal, good, champions`, cui e` sempre piacevole rispondere con `france shit kaput!`.
Purtroppo, per ragioni tecniche a noi ignote, non siamo in grado di pubblicare nessuna foto di questa bellissima citta`, speriamo di poter ovviare al piu` presto al problema. Con l`approvazione (speriamo..) del ministero della propaganda cinese vi auguriamo una buona notte, in particolare ai miei nonnini che, totalmente digiuni di informatica, hanno lanciato una versione cartacea del nostro blog che speriamo possa diffondersi in ogni angolo del globo..

4 Comments:
Ciao a tutti!!
sono l'ila!devo dire che è un piacere leggere le vostre esperienze di viaggio..
per quanto colo sia così antipatico devo dire che è un ottimo narratore...ovviamente scherzo colo..!
domani anche io e cera ci avventuriamo verso il nostro viaggio messicano; abbiamo l'aereo alle 9 e dopo 10 ore di aereo(credo..)arriveremo a cancun!ma ci sposteremo subito verso sud(playa del carmen) per evitare l'orda di americani..
anche cera ha intenzione di fare un blog per il messico..(copione!)io ho proposto di infiltrarci nel vostro visto che non ho questa pazienza di scrivere sul computer.. mah vedremo..!
un bacio grande a tutti!!
p.s. so che non riuscite a leggere i commenti, ma ve lo lascio per quando uscirete dalla cina!
ciao ragazzi, vi seguo appassionatamente dalla calura milanese. mi piace molto il modo di raccontare di valerio.
io e marina (e forse daria) ci stiamo scaldando per una vacanza-cucco verso le nostre amate coste.. non faremo un blog, ma al ritorno potrebbe anche darsi che avremo tante belle cose da raccontare (speriamo!!!)
vi abbraccio e buon proseguimento!
cora
carissimi, che bello leggere delle vostre avventure! pare che il viaggio si stia sviluppando positivamente. sono molto felice per voi...ogni volta che ci penso so che sarei dovuta partire con voi.ma il lago baikal l'avete saltato????
continuerò a seguirvi come in un romanzo a puntate dei più avvincenti. un bacione colo!
daria
Hi, guys!
As I see you are still alive :) And As I can understand you are going to China already. I don't understand italian, so you can drop a few lines in english about your adventures in russia!
I thought I've lost the paper where you wrote me the adress of this sight in the internet, but finally I found it :)
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